La casa editrice Ilisso continua il suo progetto di ridare smalto all'intera produzione deleddiana, nota e meno nota. Nelle prossime settimane usciranno tre nuovi titoli di Grazia Deledda, tra cui Il nostro padrone con la mia prefazione.
Segni di vita intelligente
Attenzione, questa sezione contiene forme varie di resistenza al degrado.
Qualcuno, nella gazzarra mediatica che fa scorrere via ogni cosa, vuole continuare a ricordarsi di Marinella, la ragazza stuprata a Montalto da un branco di "ragazzi di buona famiglia", a cui il comune ha persino pagato le spese legali. Non è un presunto stupro, i colpevoli sono rei confessi, ma non faranno un giorno di carcere perché incensurati, e la solidarietà del paese sui media sembra continuare ad andare solo a loro, compresa quella di un vecchio che "se avesse avuto 13 anni si sarebbe messo in fila" pure lui. Questi disgraziati non hanno nessuna comprensione da me, né dal gruppo su FB che sostiene Marinella, né quella della scrittrice Lara Cardella. Nel gruppo si ricordano i fatti e si chiede giustizia, perché la violenza prima di essere un fatto è una mentalità, e i distinguo sulla vittima servono solo ai colpevoli per salvarsi da una giusta pena.
Io quando sono malata ho dei raptus da pervertita, e allora leggo il Corriere della Sera in cronaca locale, che è sempre pieno di becerate surreali, così almeno mi svago. Tutti i giorni c’è materiale a iosa per film di serie B, ma oggi ho visto una notiziola che per contenuto di bufale vincerebbe la sfida contro una puntata di Voyager. Il giornalista, preso da un sussulto di dignità che non fatico a comprendere, non lo ha firmato, lasciandomi orfana di interlocutori. O giovine ignavo pennarolo, parlami di te. Hai avuto una infanzia infelice sul lido? Hai chiesto di entrare in un circolo leghista e non ti hanno voluto perché hai il papà calabrese? Non riesci a sintonizzare il decoder del digitale terrestre e ti sfoghi così? Perché il tuo scoop giornalistico difficilmente si spiega con i 30 euro che ti avranno pagato per scriverlo. La notizia in sé e per sé – almeno come l’avrebbero data Woodward e Bernstein, hai presente, due giornalisti – non era forse nemmeno una notizia: c’è una squadra di studiosi genetisti che per conto del National Geographic sta portando avanti un progetto quinquennale chiamato Genographic Project. Il progetto mira a ricostruire la mappatura mondiale del DNA umano, con lo scopo di capire attraverso quali rotte geografiche l’uomo si è spostato nel corso dei millenni. Praticamente è una storia delle migrazioni, stabilita cercando risonanze genetiche in giro per il mondo, luogo per luogo, andando a prelevare campioni di saliva da volontari che possano dimostrare di essere residenti stanziali da almeno tre generazioni. La ricerca non ha scopo di lucro, non è un trattamento medico e i risultati saranno resi pubblici nelle riviste scientifiche a progetto ultimato. Me ne fido come del novello rigore di Fini, ma è comunque tutto abbastanza chiaro. Ma non per te, camicetta verde del Corriere della Sera, non per te.
CROCIFISSO: CAPPELLACCI, FA PARTE DELLA NOSTRA CULTURA (AGI) - Cagliari, 12 nov. - "Il Crocifisso ci appartieneperche' siamo cresciti con lui e fa parte della nostra cultura di cittadini italiani ed europei. Purtroppo ancora una volta l'Italia si trova divisa nel tentativo di far prevalere una ragione sull'altra". Con una lunga lettera aperta pubblicata stamane il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, interviene nel dibattito seguito alla sentenza della Corte europea che ha bocciato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. "A che serve rinnegarlo o, peggio, giudicarlo inoffensivo?", scrive Cappellacci. "Il Crocifisso appeso su un muro mi provoca emozione. Mi fa sentire vivo. Una parete spoglia no".
Nel Vangelo secondo Ugo, qualsiasi cosa cresca con noi - dal nostro cane all'Arbre Magic, con sottofondo di Happy Days - diventa parte intangibile della nostra monolitica cultura. Sorvolando sulla toccante confessione di ciò che lo fa sentire vivo, è interessante notare come il Cappellacci-pensiero individui il triste segno della nostra immaturità sociale nel fatto che ancora resista un pernicioso dibattito tra diverse ragioni, altrove detto anche "dialettica democratica"; evidentemente per lui sarebbe molto più sensato avere - one nation one station - tutti la stessa idea, e non escludo che parli per esperienza personale nel PdL. E pensare che per studiare queste pregnanti dichiarazioni è stato necessario assumere un ufficio stampa di ben ventuno giornalisti. Chissà che perle, senza.
Se è vero che la croce sta di solito sul calvario, non vedo contraddizione nel farla stare in quel che rimane della scuola dopo la riforma Gelmini.
Per il resto, è un ben strano spettacolo osservare una religione debole che ha bisogno che uno Stato imponga simboli per suo conto, e uno Stato debole che ha bisogno che una religione glieli presti come stampella.
Sarò a Verona il 24 novembre al Forum Fnac per presentare Accabadora. Breve giro della Puglia: il 27 novembre sarò al Cafè d'Arte di Bari. Il 28 novembre sarò a Turi (BA) per presentare Accabadora con la scrittrice Sandra Petrignani al presidio del libro. Ore 18:30, salone biblioteca comunale. Il 29 novembre sarò invece a Campi Salentina al festival Città del libro, dove presenterò Accabadora alle 18:30. Informazioni più immediate sui miei spostamenti e sulle novità editoriali in arrivo si possono trovare anche sulla pagina di Facebook a cura dell'agenzia letteraria Kalama.